C'è ancora "benzina" per il rally delle azioni italiane
08 Novembre 2017
Nelle ultime settimane non si è arrestato il movimento rialzista di Piazza Affari. Il che non è certo stato una sorpresa, anzi. La stagione delle trimestrali, dove la parte più rilevante sta arrivando in questi giorni, si sta confermando come atteso di supporto al listino azionario italiano, con un contributo significativo da parte del settore oil. Un fattore positivo. Attenzione però a non perdere di vista il vero motore del listino italiano: il "positioning" del mercato, orientato appunto solidamente al rialzo.
 
E se fino a qualche mese fa erano i titoli finanziari i protagonisti della risalita dell'equity Italia, ora sono i ciclici a dettare il ritmo della salita dell'indice FTSE Mib. Per dirla in una battuta, è la legge dell'alternanza dei temi.
 
In effetti i finanziari hanno mostrato una reazione fredda al miglioramento di rating all'Italia comunicato da S&P's solo pochi giorni fa. Il comparto bancario resta zavorrato dai timori per la recente stretta normativa della BCE in termini di gestione degli Npl (Non performing loans) nei confronti degli istituti europei. Un giro di vite che pesa in particolare sui titoli italiani del settore. Il rialzo del merito di credito dell'Italia a BBB ha maggiore effetto sulle utility che beneficiano della reazione dello spread del Btp in calo, con conseguente riduzione del costo del denaro a cui è sensibile il settore.
 
In questo contesto gli investitori continuano a essere orientati al rialzo passando dunque dai titoli già ben prezzati dal mercato a quelli che mostrano più potenzialità. Così va letta la reazione tutto sommata fredda del mercato alle buone trimestrali di alcuni titoli.
 
Nell'attuale fase il mercato preferisce premiare storie con maggiore potenziale di crescita come diverse Small Cap e qualche Big Cap in cui c'è ancora una quota rilevante di short che sta progressivamente scendendo in presenza di una situazione economica italiana in miglioramento, favorendo una maggiore vivacità nelle quotazioni dei titoli interessanti.
 
Il tutto lascia ipotizzare che il mercato azionario italiano possa continuare a premiare gli investitori. Certo, non bisogna dimenticarsi di tenere monitorato cosa succede oltre Atlantico. I nuovi massimi storici di Wall Street e il suo trend chiaramente rialzista rappresentano un buon supporto per il mercato azionario italiano ma va anche ricordato che se si depura la performance delle Borse USA dall'effetto Dollaro, si può osservare che il rendimento di Wall Street per un investitore dell'area Euro è sì positivo ma non poi così esaltante. Il che enfatizza l'ottima performance che sta facendo Piazza Affari da molti mesi.
 
E anche la nomina di Jerome Powell come nuovo presidente della Federal Reserve non sembra essere una minaccia visto che non è stata letta come un segnale di rottura con le scelte di politica monetaria fin qui portate avanti dalla Banca Centrale più potente del mondo. I mercati soffrono quando c'è incertezza, e negli USA in questo momento non sembra esserci. Unico punto di domanda è la politica fiscale a favore dell'economia che Donald Trump vuole mettere in campo. In che forma riuscirà a farla passare dal Congresso americano? Qualunque sia la risposta non sembra per ora in grado di rovinare un ultimo spunto di fine anno per il mercato azionario italiano, che potrebbe soprattutto premiare diverse ben selezionate Small Cap.
 
A cura di Massimo Trabattoni, Responsabile Azionario Italia di Kairos per la rubrica Italian Times di AdvisorPrivate