Come trovare valore nel reddito fisso
04 Aprile 2018

Il mercato obbligazionario si appresta a diventare sempre più difficile, con la prospettiva di rialzo dei tassi che chiaramente produce perdite in conto capitale e con il ritorno della volatilità che ha un impatto molto negativo sulla psicologia dell’investitore. 
“Negli ultimi dieci anni i tassi sono sempre scesi e bastava parcheggiarsi per non perdere. Ora lo scenario è completamente mutato e l’asset class in assoluto più investita è in crisi”, dice Rocco Bove, Responsabile Obbligazionario di Kairos. Che avverte: “Deve cambiare il mindset dell’investitore: nella gestione tipica di un portafoglio 60/40 o 70/30, in cui fino all’anno scorso di fatto si agiva solo sulla componente azionaria di minore entità, oggi ci si deve occupare anche della fetta investita in obbligazioni”. E la ricerca di valore in questo mondo è diventata più ardua. “Bisogna partire da un assunto – dice Bove – e cioè che il pericolo viene dal tasso di interesse, quindi è necessario posizionarsi il più lontano possibile dai titoli sensibili ai tassi, ovvero via dai governativi tradizionali. Dall’altro lato bisogna considerare che i tassi stanno salendo perché il ciclo è forte e sincronizzato e per questa ragione è il momento giusto per comprare spread”. Gli unici elementi di rischio sono rappresentati da prezzo e affollamento del mercato. “Gli strumenti Corporate High Yield hanno corso molto, ma a livello di spread sono piuttosto contenuti: le aziende hanno un tasso di default molto basso e gli HY rendono poco. Quindi sostituire il rischio tasso con il rischio credito è corretto, ma attenzione ai prezzi tirati. Inoltre questa asset class è particolarmente affollata in quanto vi si sono rivolti, in tempi di tassi negativi, molti player anche atipici, come i fondi pensione, in cerca di rendimenti. Ed è un mercato piccolo e illiquido, da maneggiare con cautela”, avverte Bove. “Dal punto di vista settoriale – afferma il gestore – oggi è corretto guardare ai ciclici; bene la manifattura dunque e meno bene le telecom. Ma il distinguo più interessante è sul merito di credito. Gli HY sono emissioni con rating sotto la tripla B. In questo momento il gioco vincente è prendersi l’esposizione al ciclo e maggiore distanza possibile dal mondo dei tassi, ed è la prima volta che vale la pena guardare le singole B e non le doppie B, perché c’è più spread e sono più interessanti. Gli HY sono ibridi tra equity e bond, sono bond ma si muovono come azioni: in un momento di ciclo forte vale la pena azzardare. Considerando anche che quanto più si scende nella scala del rating tanto più ci si decorrela dai bond e ci si correla all’azionario. Infine, meglio Europa che USA, in quanto nel Vecchio Continente il ciclo è appena iniziato. La parte dedicata a questi titoli potrà essere tra il 10 e il 25-30% del portafoglio a seconda del profilo di rischio rendimento dell’investitore, con la metà investita in singole B e un target di rendimento del 4%”. 

Estratto dall'articolo "Come trovare valore nel reddito fisso" di Focus Risparmio.
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