Bond, un 2014 tattico

5 dicembre 2013

«Con la volontà di uscire finalmente dal dopo Lehman, i mercati stanno affrontando una delicatissima fase di transizione in cui con grande fatica e timore ci si prova a staccare dal “cordone ombelicale” rappresentato dalla liquidità delle banche centrali per muovere i primi passi nel mondo reale». L’osservazione è di Rocco Bove, del team di gestori di Kairos Partners, che traccia le fila di un anno di transizione per il mondo dei bond dal post Lehman a un nuovo quadro in cui si torna a credere nella crescita e nella generazione di profitti come fonte di rivalutazione degli asset. Primi passi «assistiti», come li definisce, «con la rete di protezione stesa dalle banche centrali che rimarrà verosimilmente presente ed effettiva. Con tassi che a breve rimarranno auspicabilmente bassi sarà dura riuscire a raggiungere rendimenti anche reali positivi: la sfida per il prossimo triennio per chi fa bond sarà dunque preservare il potere di acquisto del capitale». In un contesto del genere per il gestore sarà dunque ancora più importante mantenere un approccio dinamico e flessibile all’asset class e diverrà centrale la gestione attiva del rischio tasso e quindi dell’esposizione di duration.

Massima attenzione ai cambiamenti, dunque, anche perché, dopo due anni giocati all’attacco, si cambia strategia: «Bisognerà tornare ad un atteggiamento più tattico con la capacità anche di “nascondersi” qualora fosse necessario».

Dinamiche che Bove dimostra di ben conoscere anche guardando ai risultati, tra le altre, della sicav Bond Plus, che nel mese di novembre ha fatto registrare una performance positiva di 0,46%. «Da inizio anno – spiega – la performance netta è pari al 5,185% e dal lancio del fondo (novembre 2011) abbiamo appena superato il 25%».

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