Europa sì, ma mirata

21 maggio 2014

Rispetto ad alcuni mesi fa il sentiment sul Vecchio Continente è più positivo. Tuttavia, dopo tanti anni di sovrappeso, l’Euro marginale investito in questi mercati è destinato a storie di investimento specifiche rispetto alle generiche riallocazioni degli investitori americani all’Europa. Persiste al contempo una certa cautela sulle implicazioni che la bolla del credito negli emerging markets ha avuto negli scorsi anni sui conti di molte società europee esposte in quei paesi, sebbene le riforme in atto e il miglioramento delle condizioni di business in Europa stiano bilanciando l’effetto negativo degli emergenti sulla profittabilità delle aziende. Casi concreti sono quello di Zara – che riporta la produzione dalla Cina a Barcellona – e la produzione di automobili, ora più economica in Spagna rispetto al Brasile.

Un trade importante sullo short side è quello della disruptive technology per i food retailer tradizionali, che continueranno probabilmente ad essere penalizzati visti i dati di crescita impressionanti delle vendite online.

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