Le banche centrali e il mondo dei bond

21 luglio 2014

«Nello scenario dei mercati finanziari internazionali, per i prossimi mesi è atteso un movimento laterale di compressione dello spread e di marginale discesa dei tassi. Niente di rivoluzionario in un mercato che è, tutto sommato, abbastanza stabile, poiché frutto di dinamiche che tanto hanno già dato negli ultimi tre anni». Così Rocco Bove, del team di gestori Kairos, specializzato sul settore obbligazionario. «Oggi si gioca quindi una partita residuale, che dunque fa presupporre guadagni potenzialmente limitati. Viviamo in un mondo in cui si registrano volumi sempre più bassi e in cui è forte la spinta per tenere calmierati i tassi di interesse e nello stesso tempo una serie di processi regolamentari sui rischi del sistema bancario drenano liquidità dal mercato». In uno scenario di questo genere risulta più difficile proprio garantire adeguata liquidità e moderata volatilità. Una situazione, in sintesi, di financial repression, che oltre a generare di fatto l’impossibilità di uscire da una situazione di tassi bassi, dall’altra genera tassi reali negativi.

Nonostante qualche preoccupazione, Bove conferma comunque una certa positività soprattutto in virtù del fatto che la BCE ha annunciato l’inizio, da settembre, del Quantitative easing all’europea. «Verrà immessa nel sistema di un’enorme quantità di denaro: in prima battuta si tratterà di 400 miliardi di Euro che, secondo la formula del TLTRO, verranno concessi alle banche con l’obiettivo che queste eroghino prestiti alle aziende». L’economia reale è dunque il destinatario finale di questa misura, anche se qualche dubbio sull’effettiva possibilità che il credito vada effettivamente ai destinatari esiste, vista la mancanza di vincoli realmente stringenti per gli istituti bancari. È dunque più probabile che, almeno all’inizio, questi ultimi scelgano di acquistare obbligazioni, rimandando, di fatto, le immissioni di liquidità fresca all’economia reale al “secondo giro”, vale a dire quello del 2015. Dinamica su cui si baseranno – e non poco – stime economiche e di ripresa del prossimo anno.

Quindi previsioni di moderato sereno su andamento di tassi e spread, proprio dal momento che questi si muovono in linea con il comportamento e gli indirizzi della BCE. Non solo di quest’ultima, a dire il vero, poiché le politiche di Quantitative easing sono di massima attualità anche per le altre maggiori banche centrali mondiali. La prima e finora unica ad uscire da queste politiche è stata la Bank of England , in quanto la sua politica di sostegno all’economia dovrebbe avere già compiuto il suo percorso – tanto che già si nota un surriscaldamento dell’area londinese. Anche la Bank of Japan ha rilanciato, un anno fa, con una politica espansiva, sulla falsariga della FED, che mantiene tuttora un atteggiamento dovish ma si accinge a chiudere il tapering nei prossimi mesi.

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