L’Europa vista da Soros

24 marzo 2014

Alcuni gestori del team Multi-Manager di Kairos nei giorni scorsi, a una conferenza, hanno avuto modo di ascoltare una delle voci più autorevoli della finanza mondiale, George Soros. Il cuore del suo intervento ha riguardato l’Europa che, a suo avviso, rimane una “Debt Prison” per i paesi periferici. Sebbene recentemente sia stata avviata una normalizzazione, il trend di divergenza tra paesi si manterrà fino a che il cost of financing delle aziende dei vari paesi non sarà omogeneo. Da registrare, comunque, un miglioramento per la Periferia rispetto alla drammatica situazione che si registrava fino a qualche tempo fa.

Per Soros, tuttavia, strutturalmente, il rischio rimane quello di una stagnazione che potrebbe perdurare per molti anni, con una Germania che avanza su un binario e l’Italia che arretra su un altro, anche se meno di prima.

A ciò si aggiunga il fatto che alcuni paesi del Vecchio Continente emettono debito in una valuta che non stampano, rimanendo dunque vittima di una grande instabilità, similmente a quanto accadeva ai paesi emergenti degli Anni 80-90.

Soros ha poi rilevato che a complicare la situazione è stata anche l’interruzione del meccanismo di trasmissione dello stimolo monetario che fa pervenire il credito alle piccole e medie imprese. Un meccanismo difficile da far ripartire, dal momento che sarebbe necessario poter contare su investitori che siano in grado di prendersi l’equity risk indispensabile per ricapitalizzare le banche. In assenza di ciò, il trend della deflazione continuerà.

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