Mario Draghi: continua la fiducia, ma con crescente cautela

14 Dicembre 2018

Come già previsto, giovedì 13 dicembre Mario Draghi ha annunciato la fine degli stimoli monetari straordinari, anche se, lo strumento utilizzato dalla BCE dal marzo 2015 per sostenere l’economia dell’Eurozona (Quantitative Easing), continua a rimanere sul tavolo delle opzioni possibili.

L’acquisto di nuovi Titoli di Stato quindi si chiuderà a fine anno, ma sarà utilizzabile di nuovo in futuro, se necessario; comunque la BCE continuerà a reinvestire nelle obbligazioni dei Paesi della moneta unica man mano che i titoli detenuti in portafogli scadranno.

In portafoglio la BCE ha 2.600 miliardi di euro di bond (dei quali 360 miliardi italiani). La politica monetaria continuerà ad essere accomodante, con iniezioni di liquidità anche dopo l’aumento dei tassi. Il costo del denaro rimane al minimo storico dello -0,40 %, un livello destinato a restare tale fino alla fine della prossima estate.

Questa è la strategia applicata dalla BCE per facilitare il credito e per dare una spinta alla crescita produttiva, ovvero consentire alle banche di acquistare Euro a buon mercato e di poterli prestare a imprese e famiglie. Le condizioni economiche sono migliorate negli ultimi anni, ma la ripresa si sta indebolendo e l’inflazione non ha ancora raggiunto l’obiettivo del 2%.

Rocco Bove, Head of Fixed Income di Kairos, commenta: “Draghi ha confermato quindi ogni singolo punto già atteso e approvato nelle riunioni precedenti. Il tono, volutamente rassicurante e accomodante rispetto ad un ciclo che dà segnali di fragilità, lascia i mercati marginalmente più sereni sul fatto che la BCE modulerà il proprio tipo di intervento sulla base delle condizioni economiche che andranno a materializzarsi.”

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