Rendite: lo Stato, regolatore e concorrente

7 aprile 2014

Il timore che le rendite finanziarie siano interpretate come un «bancomat del risparmio», ma anche la riflessione sul fatto che il soggetto pubblico è allo stesso tempo «regolatore e giocatore nell’offerta di prodotti di risparmio». Sono questi i due temi centrali dell’editoriale firmato da Paolo Zucca sulla prima pagina di Plus24 del 5 aprile che riprende e approfondisce il tema delle rendite finanziarie. Il dibattito in merito si era riscaldato nelle scorse settimane anche a seguito dell’intervista a Paolo Basilico pubblicata sul Corriere della Sera il17 marzo scorso, in occasione della quale il presidente di Kairos aveva parlato di un vero e proprio «doppio binario fiscale che non aiuta la crescita delle imprese». Questo in conseguenza dell’annuncio del governo di voler confermare il prelievo al 12,5% sui titoli pubblici, innalzando però dal 20 al 26% la tassazione sugli investimenti in capitale di rischio.

Zucca aggiunge poi che da un confronto con alcuni sistemi esteri sviluppato da otto associazioni rappresentative di una buona parte dell’industria del risparmio nazionale, «risulterebbero evidenti le penalizzazioni italiane al risparmio di lungo termine, un limitato spostamento di risorse alle infrastrutture e all’economia. Non creano un nuovo welfare e non attirano investitori esteri. Non si aiuta l’occupazione». Senza contare che «Ne deriva uno svantaggio sulla linea di partenza per tutti gli altri emittenti, anche per le imprese che cercano di finanziarsi sul mercato».

 

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