SCELTE MIRATE IN UN MERCATO SEMPRE PIU’ POLARIZZATO

5 Luglio 2019

Il riacutizzarsi della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina a inizio maggio ha di nuovo mutato il contesto generale, imponendo anche ai gestori specializzati su Piazza Affari di implementare modifiche al portafoglio. Massimo Trabattoni, dal canto suo, ha adottato una strategia più difensiva, riducendo il peso nei titoli direttamente impattati dalla Trade War e anche nei titoli bancari che soffrirebbero di un inasprimento della situazione Italia, prediligendo invece titoli di alta qualità, possibilmente non domestici.

“Puntiamo sulle realtà con potenzialità di crescita importanti e che, al contempo, non risultino eccessivamente esposte alle guerre commerciali”, spiega il gestore e aggiunge: “Si tratta di un lavoro certosino, che richiede approfondimenti e analisi incrociate e che porta, inevitabilmente, a esaminare le aziende caso per caso proprio per individuare le poche capaci di soddisfare questi stringenti criteri”.

Un approccio che evidentemente non può essere seguito da investitori fai da te e nemmeno da gestori improvvisati, ma che va affidato a professionisti esperti, con una profonda conoscenza del mercato azionario italiano e, soprattutto, che possono garantire un metodo sistematico di analisi e investimento.

Tornando a Piazza Affari, il mercato si sta sempre più polarizzando tra due estremi. Da un lato figurano settori e aziende ritenute ‘sicure’, caratterizzate da crescita – magari anche non esaltante ma costante – solidità patrimoniale e buoni dividendi. Dall’altro, invece, settori e compagnie sotto pressione per diversi aspetti che ne inficiano le aspettative future. Tra le prime ci sono molte aziende del settore delle utility e della salute, mentre nel secondo raggruppamento figurano, soprattutto, le banche e il settore auto. Le compagnie safe sono premiate con multipli sostenuti e dunque hanno un rapporto price/earning elevato mentre le seconde sono penalizzate con valutazioni azionarie ai minimi termini.

Il settore auto è l’esempio forse più lampante tra quelli sotto pressione. Da un lato soffre le preferenze delle nuove generazioni, meno inclini ad avere l’auto di proprietà a cui preferiscono il car sharing e i mezzi pubblici. In secondo luogo, l’avvento e la diffusione dei motori elettrici scompagina le barriere di ingresso permettendo l’entrata di nuovi player sul mercato della mobilità, mentre gli investimenti a lungo termine delle compagnie automobilistiche storiche sono ancora da ammortizzare.

“Il nostro lavoro consiste nel cercare di evitare le aziende ritenute solide, ma che possono disattendere le aspettative e finire nel secondo gruppo, penalizzate in modo severo dal mercato. Al contempo, ricerchiamo le aziende del secondo gruppo che potrebbero invece sorprendere le aspettative e riportarsi su multipli più elevati, con significative rivalutazione di prezzo”, puntualizza Trabattoni.

Il gestore, in ogni caso, preferisce procedere in modo graduale e mirato, privilegiando i temi settoriali nell’ambito delle large cap e la ricerca delle singole storie soprattutto nelle mid e small cap. “Restiamo convinti che le maggiori opportunità di acquisto si trovino nel mondo delle small cap, dove è ancora possibile rintracciare aziende con ottime potenzialità di crescita, caratterizzate da valutazione interessanti: al momento, infatti, gli investitori esteri che hanno disinvestito nella correzione del 2018 non sono ancora rientrati e nel caso di un rimbalzo dei mercati saranno pronti a rientrarvi. Se, al contrario, i mercati dovessero arretrare, le small e mid cap dovrebbero soffrire meno rispetto al paniere di large cap”, conclude.

Intervista a Massimo Trabattoni, Head of Italian Equity.

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