Torna il Bel Paese

4 ottobre 2013

L’Italia è un mercato interessante. Già questa sarebbe una notizia, ma lo è una volta di più se si considera che la crisi nel nostro Paese è tutt’altro che cosa vecchia, che il quadro politico mantiene delle incertezze rilevanti e molti dati macroeconomici continuano a essere negativi. Nonostante tutto ciò l’Italia rappresenta una buona opportunità di realizzo. Lo sa bene Massimo Trabattoni, gestore responsabile del fondo Kairos International Sicav, che parla di un vero e proprio cambio stutturale che sta interessando il quadro internazionale. “Dopo anni di timori il mondo cambia nuovamente e – spiega – il generale atteggiamento di avversione al rischio sta lasciando il passo a qualche scelta più coraggiosa. Se l’interesse fino a qualche tempo fa era concentrato solo sulle dinamiche globali, negli ultimi mesi il ritorno alla crescita dei tassi dei bond e una recuperata fiducia nell’andamento del ciclo economico riportano il focus sul mercato domestico”. Ciò non significa che ora, dall’Italia, si stia già comprando in Italia,ma si può legittimamente affermare che dall’esterno gli investitori appaiono meno spaventati dal rischio. “La sensazione è che il peggio sia alle spalle e anche se non è realistico pensare di tornare ai livelli pre Lehman, è lecito pensare che rispetto alla situazione attuale si raggiungerà un punto intermedio, con interessanti spazi dal punto di vista finanziario”.

Si sta assistendo, dunque, a una vera e propria riscoperta dell’Europa e del Sud Europa in particolare, come dimostrano gli apprezzati roadshow di alcune società italiane in giro per il mondo. Trabattoni spiega poi come il settore del lusso non sia più così attrattivo, mentre si sta rientrando in modo selettivo su istituti bancari che hanno minori problemi di capitale. “Molto positivo l’assicurativo, in particolare il ramo “danni”, che si inquadra in uno scenario che ha beneficiato della crisi. Da soppesare con attenzione invece il settore industriale, soprattutto quello legato al consumo interno”, conclude.

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